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Met Gala: un esercizio di stile

4 May 2026 by
Met Gala: un esercizio di stile
RedSwiss+ sagl, Barbara Marcucci

Quel gioco semiserio di mascherarsi per esprimere se stessi

Il primo lunedì di maggio è un giorno che ormai da anni si associa ad una delle manifestazioni più cool del fashion system. Il Met Gala di New York concilia il rigore di un’istituzione — il Metropolitan Museum —  con il caos modaiolo generato dal tema dell'anno. Dal  1948 ad oggi, quelle scale non hanno celebrato solo abiti, ma momenti importanti della storia del costume.

Che cos'è esattamente il Met Gala? Anche se a prima vista può sembrare un carnevale lo definirei piuttosto un esercizio di stile

Ma facciamo rewind per capire come una semplice cena di beneficenza si sia trasformata in un evento fashion di portata mondiale.


La genesi: una "cenetta" tra amici (1948 - 1971)

Tutto inizia con Eleanor Lambert, che nel 1948 si inventa una cena di mezzanotte per finanziare il neonato Costume Institute. Niente red carpet chilometrici, solo la "buona società" di New York. Una cosa di classe, niente fuffa. Ma lo stile è già lì, sottovoce: non ci sono temi, solo l’estetica del buon gusto.

L'era Vreeland: un’allucinazione collettiva (1972 - 1989)

Con Diana Vreeland nasce il business. Il tema non è più un suggerimento, diventa un mondo parallelo. Vreeland non vuole che gli ospiti siano "vestiti bene", vuole che siano rilevanti. È in questi anni che capiamo una verità fondamentale: lo stile personale vince sempre. 

L'era Wintour: il tempio del pop

Anna Wintour trasforma l’evento in un tempio pop, dove ogni partecipante è chiamato a lasciare la sua impronta, usando il tema per raccontare la propria storia.

Qualche esempio che ha lasciato il segno?

Lady Diana in Dior (2015) – Tema: "Christian Dior". Lady Diana non sceglie un abito da ballo strutturato; ma un abito sottoveste blu navy che urla libertà. Non omaggia solo Dior, dichiara la sua indipendenza post-divorzio.

Rihanna in Guo Pei (2015) – Tema: "China: Through the Looking Glass": Forse l'immagine più iconica della storia moderna del Met. Rihanna sceglie una designer di alta moda cinese, Guo Pei, portando sul tappeto rosso un mantello giallo imperiale che pesa 25 chili. Un trionfo di artigianalità vera.

Blake Lively in Atelier Versace (2022) – Tema: "In America: An Anthology of Fashion" Un omaggio all'architettura di New York. L'abito si trasformava davanti ai fotografi, passando dal bronzo al verderame, proprio come la Statua della Libertà. Lo stile che si fa narrazione storica.

Zendaya in Tommy Hilfiger (2019) – Tema: "Camp: Notes on Fashion" La quintessenza del Camp: l'eccesso consapevole. Zendaya è Cenerentola, con un abito che si illumina grazie a una bacchetta magica. Moda, tecnologia e teatro in un colpo solo.

Jared Leto in Gucci (2019) – Tema: "Camp: Notes on Fashion" L'ironia portata all'estremo. Jared Leto porta sottobraccio una replica perfetta della propria testa. Un riferimento colto alle sfilate di Alessandro Michele.

Kim Kardashian in Thierry Mugler (2019) – Tema: "Camp: Notes on Fashion" Il leggendario "wet look". Mugler esce dal pre-pensionamento per creare questo capolavoro che sembra grondare gocce di cristallo, ispirato a una Sophia Loren appena uscita dall'oceano. Un pezzo di storia della couture.

Perché il red carpet del Met Gala continua a sedurre?

Non solo celebrity crush, ma la curiosità di scoprire come questo carnevale mediatico riesca ad instaurare un dialogo con un concetto astratto, usando l'abito per esprimere un messaggio chiaro e diretto.

La domanda che ci poniamo noi spettatori in questo caso non è mai "Chi è vestito meglio?", ma "Chi ha giocato meglio con il tema della serata?".

La moda è solo la scenografia, ancora una volta è lo stile a farci sognare. 

IL TEMA DEL MET GALA 2026 è “Costume Art”, con dress code “Fashion is Art”. Il tema porta il discorso su un piano più ampio: il corpo come supporto, l'abito come opera, la moda come qualcosa che può stare dentro un museo senza perdere forza.

Ed ecco una selezione delle interpretazioni più azzeccate...secondo me. E voi trendcrosser cosa ne pensate?

Foto Getty Images


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